La nascita di Diabolik
Novembre 1962.
In America, il mondo dell'editoria ha già riscoperto da qualche mese i personaggi mascherati grazie ai "supereroi con superproblemi", ideati per la Marvel da Stan Lee, Jack Kirby e Steve Ditko: la prima storia dell'Uomo Ragno è datata infatti agosto1962.
La loro è l'America tutto sommato solare di John Kennedy, dei Beach Boys e dell'inizio del programma spaziale statunitense.
In Italia l'atmosfera è totalmente diversa, e ben più cupa: giusto l'anno prima c'erano stati gli attentati terroristici degli autonomisti altoatenesi di lingua tedesca, e nello stesso 1962 il presidente dell'ENI Enrico Mattei muore in circostanze assai misteriose.
Un libro di successo come "Il giardino dei Finzi Contini" di Giorgio Bassani ci ricorda poi l'incubo dei campi di sterminio, e al cinema, per quanto "Il sorpasso" di Dino Risi e "Divorzio all'italiana" di Pietro Germi cerchino di farci ridere con le nostre miserie, è un'inquietante commedia nera come"L'angelo sterminatore" dello spagnolo Luis Bunuel ad ottenere i titoli dei giornali. Con il senno di poi, l'arrivo nelle edicole italiane del primo fumetto noir ci appare quindi come un vero e proprio segno dei tempi.
All'epoca, però, fu quasi subito scandalo: dopotutto, Diabolik non è un giustiziere mascherato, ma un criminale mascherato, e il pensiero che i giovani italiani da sempre ritenuti a torto gli unici fruitori dei fumetti potessero appassionarsi alle sue avventure, fece venire i brividi lungo la schiena a più di un benpensante. Allo stesso modo, oltre ai vari interventi della censura su Diabolik per tutto il corso degli anni Sessanta, non stupisce neppure il sequestro del n. 82 della serie nell'intero territorio nazionale, ordinato nel 1967 dal pretore di Lodi. D'altronde, anche la minuscola figurina in bikini di Eva dietro il primo piano di Diabolik era considerata nefasta per la gioventù italiana, poichè evocava un altro spauracchio dell'epoca: il sesso. Anche a causa di questa involontaria pubblicità mediatica, il mix di mystery, romanticismo, avventura, sensualità, violenza e azione della serie fece breccia persino nel pubblico femminile, fino ad allora tenutosi a debita distanza dai fumetti per vari motivi, non ultimo la mancanza di eroine di un certo rilievo.
Lo sguardo magnetico di Diabolik e la forza caratteriale di Eva Kant non sfuggirono però a questa importante fetta di pubblico, che ha sicuramente contribuito negli anni a rinnovare e tenere viva la popolarità fino ai giorni nostri.

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